17 MARZO venerdì: in viaggio per Chetumal via BELIZE - Tulum
5:00 della mañana, partenza con un bus del dopoguerra, ma non mi sembra di averne visti di migliori! Forse solo nelle foto attaccate sulle pareti delle agenzie! Riusciamo a lasciare la zona di Petèn Itzà solo per le 6:20, dopo aver preso tutti i turisti con la stessa nostra destinazione.
L'alba ai nostri occhi è bellissima, ma ne riusciamo a cogliere solo qualche scorcio tra gli alberi. Il sole corre veloce nel cielo, e non riesco neanche a fare una foto!
Ore 9:00 frontiera con in Belize. Una fila interminabile di gente che va e che viene.
Gli svizzeri hanno avuto qualche problema con il visto. Hanno dovuto fare 2 foto e pagare 50 $beliziani.
10:30 Eccoci entrati nel Belize! Ancora 4 ore di viaggio per Chetumal, anche se la nostra vera destinazione era Tulum, distante altre 3 ore!
15:00 Arrivati a Chetumal. Cambio di pullman e si riparte per Tulum! Non vedevo l'ora di arrivare!
18:45 ce l'abbiamo fatta, o quasi, perchè il bus ci ha lasciati a Tulum Pueblo, situato all'interno rispe tto al mare, a circa 10 minuti di macchina. Con un pò di difficoltà, non avendo trovato nessun posto per dormire al Pueblo per 4 persone, abbiamo preso un taxi (40pesos) insieme agli svizzeri per cercare una sistemazione lungo mare dove ci sono tantissime resort con cabañas.
Anche qui dopo esserci fatti lasciare dal taxi al "Tribal Village", consigliatoci dal gestore di un'ostello del Pueblo, non abbiamo trovato posto! Così a piedi, con gli zaini, io con un piccolo trolley :) ci siamo incamminati al buio lungo la strada fino al successivo resort "Playa Papaya", e finalmente siamo riusciti a trovare 2 cabañas double in prima fila sulla spiaggia, a 280 pesos a notte (ci siamo fermati per 4 notti).
18 MARZO sabato: Tulum
5:30 della mattina, la mia sveglia ormai è biologica! ...ma alzarsi presto per vedere l'al ba sorgere dal mare dei Caraibi, mi ha fatto dimenticare subito che ora era! Mauro si è alzato poco dopo il sorgere del sole e insieme a Fabio, che nel frattempo si era alzato anche lui, si sono tuffati in mare. Sulla spiaggia già c'era qualche persona, e per dirla tutta c'era anche qualche nudista.
Alle 7:30 eravamo tutti in piedi e pronti per fare un giro con il taxi lungo la costa di Tulum per trovare eventualmente una diversa sistemazione. I resort hanno prezzi differenti, da 100 pesos per una cabañas con amaca su sabbia, (100=10 euro circa) a 1000 pesos per una cabañas di lusso. Più si va a sud e più sono belli e costosi, quelli più spartani, sono quelli vicino alle rovine di Tulum, come "El Mirador" "Mare Caribe", "Santa Fee" ...il tassista che ci ha accompagnato ed aspettato, è stato molto gentile e disponibile, e per 1:30 ci ha chiesto solo 120 pesos! Insomma alla fine siamo tornati al nostro resort, pernottandoci per altri 3 giorni. La giornata è trascorsa finalmente al mare, sotto un sole non fortissimo con una buona ventilazione, tanto che ci siamo un pò bruciacchiati!
Cena al Pueblo al "Don Cafeto".
19 MARZO domenica: Tulum
6:00 della mattina, non riesco proprio a svegliarmi più tardi. La nostra cabañas è esposta ad est così il sole, che sorge verso le 5:40, fa capolino davanti ai nostri occhi. La notte non si dorme benissimo... c'è vento e umidità.
Dopo aver fatto colazione con merendine e frutta varia, comprata il giorno prima al supermercato di Tulum, verso le 9:00 prendiamo un taxi per andare a visitare le Rovine di Tulum. La domenica non si paga.
Le rovine di Tulum godono di un'ottima posizione a ridosso del mare dei Caraibi, un mare azzurro da lasciarti senza fiato. La vista magnifica ed il fascino dei suoi edifici non possono non essere visti!
Come ogni altro sito archeologico, è sempre preferibile visitarlo con il fresco, quindi alla mattina presto o al tramonto. Noi in questo caso abbiamo sbagliato un pò i tempi, così dopo un breve giro per le rovine, visto il caldo che aumentava, abbiamo optato per un bel bagno nella spiaggetta sottostante le rovine!
Preso un bel pò di sole, da rischiare un'insolazione, abbiamo ripreso il giro terminando la visita, tra i vari Templi. Usciti dal sito ci siamo diretti a piedi fino al resort vicino, "Mare Caribe", dove abbiamo pranzato al "Don Cafeto mare".
Il resort è molto grande. Ha solo cabañas molto spartane, tutte su sabbia e con amaca.
La sabbia è bianchissima e sembra quasi polvere per quanto è fina.
Abbiamo fatto conoscenza con una signora italiana, Patrizia di Trieste, in viaggio da circa 2 mesi, che cominciava ad avere il desiderio di tornare a casa!
Dopo aver mangiato abbiamo fatto una bella passeggiata lungo mare, fino agli scogli, dove siamo dovuti rientrare per prendere un taxi.
Cotti dal sole, e stanchi dalla giornata abbiamo cenato al pueblo in un locale messicano.
20 MARZO lunedì: Tulum - Cenote Dos Ojos
7:00 della mattina. Il sole è sempre nei miei occhi e non posso fare a meno di svegliarmi presto. Oggi a vevamo programmato di andare ad Akumal, ma abbiamo fatto un cambio di programma all'ultimo minuto... Visita al Cenote "Dos Ojos".Non era una delle mie migliori giornate, probabilmente avevo anche un pò di febbre.
Abbiamo preso due taxi, uno x il Pueblo ed uno per il cenote, e in 30 minuti siamo arrivati a destinazione. L'ultimo tratto, dopo aver noleggiato l'attrezzatura pagando 550 pesos a coppia all'entrata (sconto di 50ps), abbiamo attraversato una stradina sterrata malmessa, fino al punto all'ingresso della grotta.
Il tassista ci aspettato per almeno 2 ore che finissimo il giro; a quanto pare funziona così, altrimenti è difficile ritornare da soli.
Il cenote “Dos Ojos”, tradotto "Due Occhi", poiché a circa 1 Km in linea retta dall’entrata principale è situata un’altra apertura, più piccola, fa parte del sistema di grotte sottamarine, più esteso al mondo. Questo cenote è visitato ogni giorno da centinaia di sub esperti, ma si può anche fare snorkling, obbligatoriamente accompagnati da una guida.
La parte visitabile facendo snorkling, è solo una piccolissima parte di quello che vedono i sub, ma per noi inesperti è stata più che sufficiente.
L'acqua era fredda, penso sui 24°, ed io un pò febbricitante, avevo i brividi con tutto il mutino! Ma valeva veramente la pena!
Il cenote era meraviglioso, stalattiti e stalagmiti spuntavano da sopra e da sotto l'acqua. E' stato emozionante, soprattutto dove il soffitto era cosi basso e pieno di stalattiti che quasi non si respirava, quindi dovevamo muoverci come dei coccodrilli, a pelo d'acqua.
vedendo sotto di noi le stalagmiti e una serie di cunicoli illuminati dalle nostre torce.
Giù in profondità, ogni tanto si vedeva qualche sub passare, che seguiva “il filo di Arianna”, necessario per non perdersi in questo labirinto.
Il giro è terminato e noi siamo rimasti veramente esterrefatti!
Tornati al resort, ho preso un aspirina americana e mi sono addormentata... e di nuovo in piedi siamo andati a cena al Pueblo.
21 MARZO martedì: Tulum Pueblo - equinozio di primavera (giorno di festa per i messicani)
Per fortuna la mia febbretta è passata. Probabilmente è stata solo un'insolazione! Abbiamo lasciato il resort, per fermarci altre 2 notti a Tulum Pueblo, per evitare quel vento forte che tira su tutto il litorale, soprattutto di notte.
Abbiamo trovato un posticino veramente carino, il "Rancio Tranquillo", un ostello gestito da un americano hippy. Una
cabaña double bed, con una veranda e un'amaca all'esterno, colazione compresa, con uso cucina in comune per 275 pesos più navetta gratis per il mare.
Si, il posto è proprio carino! L'ostello è come una piccola comunità, dove si sta insieme e si conosce gente diversa proveniente da tutto il mondo. Niente a che vedere con il posto sul mare!
Verso le 12:00 siamo andati al mare con il pulmino, a "El Paraiso", dove abbiamo incontrato Claudia e Fabio. Loro sarebbero rimasti al "Playa Papaya" un'altra notte, per poi dirigersi a Playa del Carmen.
"El Paraiso", un modo migliore non si poteva chiamare! Spiaggia chiarissima, mare azzurro, palme, e poca gente!
Dopo aver passato una bellissima giornata al mare, e presa una bella tintarella, di ritorno al nostro ostello abbiamo conosciuto una coppia di Mestre, sui 40. Lei era in giro per il mondo da quasi un anno e lui la raggiungeva di tanto in tanto.
La sera, a cena con Claudia e Fabio al locale argentino "Buenos Aires", dove finalmente ci siamo mangiati una bella bistecca! (525 pesos a coppia). Tutti a nanna e buena noche!
22 MARZO mercoledì: Tulum Pueblo - Akumal
La giornata sarebbe dovuta trascorrere tranquillamente sulla spiaggiadi Tulum, ma con la nostra voglia continua di vedere posti nuovi, ci ha portati ad Akumal, un posto di mare poco più a nord di Tulum.
Abbiamo preso il pullman della Mayab delle 8:30, che è partito con 20 minuti di ritardo; ah dimenticavo, i messicani sono molto tranquilli e sanno aspettare con calma e pazienza senza innervosirsi. I ritardi qui sono all'ordine del giorno, tanto nessuno ha fretta! ;)
Akumal, 25 minuti da Tulum, e 15 minuti a piedi dalla fermata
del bus.
Davanti a noi un altro paradiso! Qui il mare è più calmo, perchè protetto dal reef e si può incontrareanche qualche tartaruga marina gigante. Noleggiate pinne e maschera, abbiamo fatto snorkling per più di un'ora di seguito, raggiungendo il reef e avvistando una bella tartaruga di almeno un metro. La prima tartaruga che vedevo in vita mia! Che carina!... quella capoccetta che ogni tanto faceva capolino fuori dall'acqua per riprendere aria.
Veramente un bel posto anche se la spiaggia era invasa dagli alberghi, che come sempre rovinano il paesaggio.
Pranzato con un bel piatto di frutta all'ombra in un ristorantino sulla spiaggia, siamo ritornati verso le 16:00 al Pueblo con un taxi collettivo a 30 pesos in 2.
La sera è trascorsa all'ostello, usufruendo della cucina in comune, con due spaghetti al pomodoro, da veri italiani!
23 MARZO giovedì: Tulum-Cancun-Chiquilà
- Isola Holbox,
Hotelito "Wayak"
Lasciata Tulum alle 8:40, dopo una colazione veloce ma abbondante fatta in ostello, abbiamo preso il pullman della Mayab destinazione Cancun. Playa del Carmen di passaggio, l'abbiamo vista solo pochi minuti dal pullman, sufficienti a non farcela piacere! Qui c'è il vero turismo! A Cancun è la stessa storia! Anzi ci è sembrata ancora più brutta alla luce del giorno, visto che all'andata l'abbiamo vista solo di notte! Da lontano si intravedeva la zona hotelera lungo mare... terribile! Ci sono dei grattacieli a picco sul mare, su quel poco di spiaggia che è rimasta dopo il passaggio dell'uragano Wilma, abbattutosi su queste zone il 21 ottobre 2005. A Cancun, aspettando il pullman che ci avrebbe portato a Chiquilà, siamo entrati in un internet point ed abbiamo ripreso un pò di contatti con i nostri cari. Ne ho approfittato anche per scaricare le foto sulla pennetta USB.
Cancun-Chiquilà, partenza ore 12.40 con il pullman della Mayab, per 67 pesos a persona.
Il viaggio è durato 3 ore, ed è stato un pò nauseante. L'autista ha guidato a singhiozzi, sorpassando macchine ed evitando alberi che sbucavano dalla foresta invadendo la carreggiata.
Arrivati a Chiquilà alle 15.40, abbiamo preso una piccola imbarcazione, che in soli 30 minuti ci ha portati a Isla Holbox. Holbox non è un isola, ma una penisola che si estende orizzontalmente, ed è unita alla terra ferma solo per un breve tratto ad est. La laguna che si attraversa per arrivarci, non ci ha fatto una buona impressione. La laguna è bassa e di colore grigiastro. Approdati sull'isola dal lato sud, ci siamo subito resi conto che la località balneare è rimasta in gran parte allo stato originario. Pochi turisti, strade non asfaltate, non ci sono macchine, ma solo le cosiddette "golf-kart", che fungono da taxi, ed è possibile anche noleggiarle. Per 20 pesos abbiamo fatto un breve giro dal porticciolo, passando per la piazza centrale dove affluiscono tutte le stradine dell'Isola, fino al lato nord, dove abbiamo trovato sistemazione per 300 pesos a notte, al graziosissimo "hotelito Wayak".
Poco dopo essere arrivati, ci siamo messi in costume e siamo corsi in spiaggia a farci un bel bagno prima del tramonto, prima di essere assaliti dai mosquitos! ...il bagno è stato meraviglioso... l'acqua calma, gli uccelli che volavano bassi, i pescatori che rientravano dopo una giornata di pesca, il cielo scuro e nuvoloso... una pace... un vero paradiso!Ho scattato un pò di foto per immortalare nel tempo quel paesaggio surreale...
A portarci alla realtà sono state le fameliche zanzare, come d'altronde ci avevano avvisato. E via, di corsa in stanza! Una doccia, un pò di relax e poi a cercare un posto per cenare. Nella piazzetta principale e nelle stradine adiacenti ci sono pochi ma buoni posticini per mangiare.
Ci siamo fermati in un localino all'angolo della piazza, del quale non ricordo il nome, ma il suo interno è talmente particolare, che non si può non notare. Condividendo il tavolo con due signore americane, abbiamo preso due porzioni di "cevice de langosta" (aragosta cruda condita con limone, pomodori freschi, e il terribile coriandolo) ...intanto in lontananza cominciavano a sentirsi i tuoni e nel cielo a vedersi sempre più lampi... è scoppiato un temporale tremendo! Abbiamo dovuto chiudere finestre e porte del locale e le persone che stavano mangiando fuori hanno dovuto traslocare all'interno. Si è scatenato un diluvio esagerato! Vento da nord, dicono sia il peggiore! Le stradine prive di asfalto, si sono allagate in pochi minuti, formando delle pozzanghere di almeno 15 cm. L'atmosfera in poco tempo è diventata gioviale. C'era chi correva sotto la pioggia scalzo, chi giocava correndo e schizzando con le golf-kart, chi beveva birra sotto la pioggia, e chi come me si divertiva a cogliere ogni dettaglio di quella strana situazione, fermando il tempo con qualche scatto.
Terminato il temporale e finito di cenare, siamo tornare alla nostra posada a piedi nudi. :)
24 MARZO venerdì: Isla Holbox
Il vento del nord soffierà ancora per altri due giorni, così dicono tutti i local dell'isola... un vento freddo, ma sempre un vento dei tropici, che non ci permetterà ne di stare in spiaggia, ne di farci il bagno, ne di goderci questi ultimi giorni di vacanza che avremmo voluto passare qui, in quest'isola selvaggia incontaminata, non ancora invasa dalla massa dei turisti. Questa poi sarebbe stata l'ultima notte per dormire alla nostra posada, perchè non c'era disponibilità per il week-end. Così un pò per scoprire l'isola, un pò per trovare un altro alloggio, abbiamo fatto una lunga passeggiata lungo mare rendendoci subito conto dei danni che ha fatto l'uragano Wilma, passato di qui i giorni 21-22-23 ottobre 2005. Abbiamo parlato con la gente del luogo, tra i quali gli italiani del resort "Casa la Tortugas" e del "Mawimbi", tra l'altro carissimi! ...ci hanno detto che l'Isola è stata fatta evacuare, ma solo 15 persone sono volute rimanere ed oggi raccontano le loro storie, che fanno venire la pelle d'oca a chi le ascolta. L'acqua ha sommerso Holbox salendo per almeno 1.70 cm di altezza e per 3 giorni è rimasta così, senza corrente e senza acqua potabile. Immaginatevi i danni! La maggior parte delle cabañas sulla spiaggia sono andate distrutte. Il tempo sembra si sia fermato a quei giorni. Solo pochi villaggi sono stati ristrutturati, mentre la maggior parte dei proprietari ha deciso di abbandonare l'Isola.
La gente descrivendolo, lo ricorda guardando con gli occhi nel vuoto. Si capisce che non lo dimenticherà mai e porterà sempre con se quel rumore assordante, paragonabile al rumore della turbina di un aereo in decollo!
Che tristezza questo posto! Qualche tempo fa doveva essere un vero paradiso... ed ora...?! E' proprio vero, la natura crea e distrugge.
Siamo riusciti a vedere anche qualche foto dell'Isola di come era prima e di come era poco dopo il passaggio di Wilma, grazie a Silvia, la ragazza che gestiva il nostro resort. Comunque alla faccia dei prezzi dei resort dell'Isola! Sono tutti cari! Partono da 300 pesos in su. Il nostro in rapporto qualità-prezzo era ottimo! Peccato che ce ne dovevamo andare! ...pranzato solo per le 16:30 al Zarabanda, con cocktail di gamberi, calamari fritti cotti all'aglio e una zuppa azteca, abbiamo proseguito il pomeriggio girando per i negoziotti locali, acquistando qualcosa d'argento, molto conveniente, anche se bisogna ricordarsi di trattare il prezzo! ;) 
Girando per i pochi negozietti, abbiamo conosciuto una coppia di Firenze, Barbara e Rossano, che un pò delusi dal tempo e dall'isola, ci hanno chiesto un pò di informazioni. L'isola è bellissima, ma viste le condizioni meteorologiche offre veramente molto poco.
Così parlando la decisione per i toscani era quella di ripartire l'indomani, riprendendo la macchina noleggiata e parcheggiata a Chequilà, per proseguire a Isla Mujeres prima di rientrare in Italia. E perchè non andare con loro?! ...mi sono chiesta ;) detto e fatto domani si parte per Isla Mujeres!
Ma prima di andar via, non potevamo non noleggiare la macchinetta "golfkart"! Così dalle 18:00 alle 19:00 (80 pesos l'ora) ora del tramonto e della discesa delle zanzare, ci siamo girati l'isola per lungo e per largo, talmente è piccola. La sera siamo rimasti al resort senza cena, di certo stavamo ancora digerendo la frittura all'aglio delle 17:00 del pomeriggio ;) e per la prima volta da quando siamo in Mexico abbiamo dormito con la felpa!
25 MARZO sabato: Isla Mujeres
8:15 della mañana abbiamo lasciato Isla Holbox insieme a Barbara e Rossano. Abbiamo preso un embarcadero lentissimo che ci ha messo 1 ora! Ecco perchè costava solo 10 pesos a persona! :) Il viaggio in macchina fino a Cancu n è stato abbastanza movimentato. Per due volte Rossano si è accorto delle "topas" solo all'ultimo secondo! ...per poco non spaccavamo la macchina! Ma è passato tutto con una bella risata. E non parliamo poi dei fagioli giganti di almeno 50 cm l'uno, che Barbara aveva raccolto per ornamentare la sua casa, mi sono finiti per più volte sulla testa! :)
12:30 traghetto per Isla Mujeres, 30 minuti di aliscafo per attraccare in un porticciolo pieno di gente e di colori.
La scelta e la prenotazione dell'hotel era stata fatta dall'Isola di Holbox. Hotel "Xul-Ha stanza 321, situato in una delle vie principali del centro che portano a Playa Norte. L'hotel era abbastanza decente, e il prezzo direi buono, 230 pesos a notte x 2 persone.
Subito ci siamo messi in costume e siamo corsi in spiaggia. Il tempo era un pò variabile e appena si copriva il cielo, faceva anche fresco. Mauro e Rossano hanno fatto il bagno. Tornati in camera docciati e cambiati, siamo usciti per fare un giro per le stradine colem di gente e di negozietti, dove comprare ancora qualche regalino. La sera insieme agli altri e ad una nuova coppia di Forlì/Cesena Simona e Massimiliano, amici di Rossano, siamo andati a mangiare pesce lungo mare, in un posto un pò alla buona, ma tipico locale. Tutto molto buono! Abbiamo mangiato anche il "caracol" una specie di paguro gigante. Dopo cena la serata è proseguita prendendoci da bere in un alltro localino. Che sonno! Ero cotta!
Isla Mujeres, è graziosa, ma piena di americani! Ragazzi sui 20 anni che si ubriacano facendo casino per le strade e per i locali fino all'alba.
26 MARZO domenica: Isla Mujeres
Dopo questa nottata, ho capito perchè l'hotel costa così poco! Abbiamo sentito la musica in strada fino alle 5:30 della mattina! Una vera discoteca nelle orecchie! Mentre dalle 5:30 in poi quando si poteva dormire, era l'alba e il sole non essendoci le persiane ma solo delle luminosissime tende bianche, ha fatto capolino illuminando la camera. Buenos Dias!
8:30 in piedi. Fatta colazione in un piccolo bar, abbiamo noleggiato un motorino (moped) fino alle 17:00 per 250 pesos. La giornata era spettacolare! Così ci siamo fermati prima un pò in spiaggia, dove c'erano gli altri, un bagno per iniziare bene la giornata e poi con l'arrivo di qualche nuvola abbiamo approfittatto per fare il giro dell'isola in motorino.
L'isola è piccola e si estende in lunghezza da nord a sud. La parte più turistica è a nord, dove c'è la bellissima spiaggia bianca "Playa Norte". Il lato est è quello più roccioso e aperto verso l'oceano Atlantico, dove nei giorni di mare più grosso è anche possibile fare un pò di surf.
La "punta Sur" non ha spiagge essendo completamente rocciosa, quindi buona per le immersioni.
Risalendo dal lato Ovest c'è una vista spettacolare, dove il mare è di mille sfumature... blu, turchese, azzurro, che ti lascia quasi senza parole e vorresti memorizzare ogni dettaglio di quel panorama.
...In lontananza all'orizzonte si intravede la città di Cancun con i sui grattacieli, che riportano un pò alla realtà delle cose. 
Proseguendo il giro dell'isola, siamo andati a visitare la "Farm Turtles", dove allevano le tartarughe marine. Ci sono delle vasche che separano le tartarughe a seconda della razza e dei mesi di vita, dalle più piccoline, a quelle giganti.
Poco più in là, uscendo sulla spiaggia, abbiamo raggiunto "Playa del Tiburon", dove sdraiati in riva al mare davanti a un piccolo porticciolo, siamo rimasti fino alle 16:30, pranzando con il pesce cucinato in spiaggia cotto alla "plancia" con salsa de "rocado rojo". Siamo stati benissimo, divorando tutto per soli 140 pesos!
Tornati al centro e lasciato il motorino, ci siamo goduti un bellissimo tramonto da playa Norte.
27 MARZO lunedì: Isla Mujeres e Cancun
Le nostre vacanze sono giunte al termine... svegliati presto, e fatta una veloce colazione in camera, siamo corsi in spiaggia per goderci il più possibile un altro giorno nel mare dei Caraibi.
Ma le sorprese non finiscono qui.... controllando i biglietti con l'agenzia, per avere conferma del nostro volo, abbiamo scoperto che i biglietti datati in data odierna, erano prenotati per il volo del 26 marzo! Bel casino! Di corsa in aeroporto per risolvere il problema. Arrivati alle 14.00 in aeroporto, siamo riusciti a parlare con qualcuno della Air Europa solo 3 ore dopo! Il problema sembrava essere risolto, prendendo un aerero Air Europa fino a Madrid e la concidenza per Roma con Alitalia. Ma l'aereo proveniente da Madrid ha riportato, dopo una lunga attesa, un ritardo di ben 9 ore! Ha avuto dei problemi di pressurizzazione così è dovuto tornare indietro. Pensa che spavento quelli che erano in volo! Così il sogno di rimanere ancora un pò in vacanza si stava avverando. Da non crederci! Siamo tornati a Cancun con il pullman, io Mauro e Orly una ragazza israeliana, per cenare. Così siamo riusciti a vedere anche quella parte di Cancun che avremmo volentieri evitato, quella dei locali e delle discoteche, ma ne è comunque valsa la pena visto che dovevamo mangiare qualcosa.
28 MARZO martedì: volo Cancun-Madrid
Alle 24 eravamo di nuovo in aeroporto, che sembrava il polo nord! Un attesa glaciale per colpa di un'aria condizionata esagerata! Siamo riusciti a decollare solo per le 4.00 della mattina! 8 ore di volo per arrivare a Madrid, sapendo che la coincidenza ormai era persa.
Con il jetleg non ci abbiamo capito più niente, so solo che ci siamo ritrovati verso sera in un albergo vicino all'aeroporto di Madrid, dove abbiamo trascorso un'altra notte lontani da Roma... èh si, forse è proprio ora di tornare... :)
Simona ICE |